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Sultanino
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Il mwbqsultanino (mwbgin arabo سلطاني‎?, sultani), detto anche mwbwfiorino saracenato,cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] era la mweamoneta di maggior pregio battuta nell'mweqImpero ottomano, della bontà di 24 mwegcarati, al pari dello mwewzecchino e del mwfafiorino d'oro e avente pressappoco uguale consistenza. Il conio aveva scarso corso nell'impero, a causa della penuria di metallo prezioso. Fu emessa dal XV secolo fino alla metà del XVIII secolo.

Con lo stesso nome si fa riferimento a monete d'oro musulmane coniate ad mwfgAlgeri, mwfwTripoli, mwgaCostantinopoli e in mwgqEgitto, con quantità di metallo variabile e di diversa massa, che avevano corso sui mercati mwggeuropei nei commerci con quelli mwgworientali. Le monete d'oro ottomane sono genericamente chiamate "mwhaaltun" (oro in mwhqturco).

Contents

Note

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Etimologia e storia

Di fronte alle necessità del mwjqcommercio nel mwjgMediterraneo, l'impero ottomano affrontò la mwjwRepubblica di Venezia sul piano militare e commerciale. Nel 1456, mwkaMehmet II firmò la creazione di nuove mwkqzecche a mwkgCostantinopoli (appena conquistata), mwkwEdirne e mwlaSerres, dedicate non solo alla produzione dell'mwlqakçe d'argento, ma anche a una nuova unità contabile, una moneta d'oro capace di competere con il mwlgducato d'oro veneziano (chiamato genericamente mwlwZecchino) o il mwmafiorino di mwmqFirenze, due monete riconosciute in tutto il bacino del Mediterraneo e nell'Europa continentale per la loro stabilità e la loro solidità. L'obiettivo qui non era quello di copiare la moneta dominante, ma di eguagliarla: questa strategia ebbe successo per due secoli. Le prime zecche registrate risalgono al 1477-1478 (882 dall'Egira), a mwmgQustantiniya (Costantinopoli), sotto il sigillo (mwmwtughra) di Mehmet. Queste prime monete sono chiamate localmente mwnasultani o mwnqhasene-i sultaniye. Il peso medio è di 3,572 g di oro di un grado praticamente puro (0,997/1000)cite-ref-0-3-0[3].

Queste monete non portano alcuna indicazione del loro valore: è il mercato che determina la loro equivalenza, o forse un decreto imperiale. Il prezzo è rimasto relativamente stabile, in media 50 akçes, in relazione al valore dell'argento. Il picco della produzione di sultanini fu raggiunto durante il regno (1520-1566) di mwowSolimano il Magnifico, grazie alla scoperta di nuove miniere d'oro nei mwpaBalcani e alla mwpqconquista dell'Egitto. Il peso dell'oro fu allora abbassato a 3,544 g per un equivalente di 60 akçes al tasso ufficiale di mercato. Il prezzo è peggiorato in relazione al metallo d'argento al momento della crisi monetaria o della carestia alla fine del XVI secolo. All'inizio del XVII secolo, i commercianti divennero sospettosi del sultanino, il prezzo dell'akçe crollò, e così la sua qualitàcite-ref-0-3-1[3].

Il popolo, che non ha accesso a questo tipo di moneta riservata ai mercanti e ai politici, la chiama mwqwaltın, che significa "oro, o moneta d'oro".

Gli ultimi sultanini furono coniati durante il regno di mwrqMahmud I (1730-1754).

Evoluzione ed equivalenza

Il sultanino è anche chiamato mwsamahboub a mwsqTripoli, mwsgil Cairo e mwswAlgeri.

Nella mwtqTunisia ottomana, è anche una vecchia suddivisione monetaria, prima dell'adozione del mwtgRiyal tunisino. Il valore è di quattro 4,5 riyal a seconda dell'evoluzione della moneta legale. Verso il 1831, il suo prezzo salì a cinque riyal e sette ottavi nella borsa di mwtwTunisi, a 6,25 franchi in quelle di mwuaMarsiglia, e persino a 6,85 franchi, un prezzo molto basso che si spiega con la scarsa qualità delle monete e la diffidenza del mercato. I semi-soultani sono chiamati mwuqnouss mahboub o mwugnouss soultani. I quartieri sono chiamati mwuwroubou mahboub o mwvaroubou soultani.

Note

cite-note-11. citereftreccani-sultaninomwwwmwxaSultanino, in mwxqTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-22. mwyq(mwygmwywEN) mwzamwzqcoin | British Museum, su mwzgThe British Museum. mwzwURL consultato il 7 gennaio 2023.
cite-note-0-33. mwbqPamuk, Şevket., mwbgmwbwA monetary history of the Ottoman Empire, Cambridge University Press, 2004, pp.mwca 60-62, mwcqISBNmwcg 0-521-44197-8, mwdaOCLCmwdq mwdg877701443. mwdwURL consultato il 20 gennaio 2022.

Voci correlate

• mwewFiorino
• mwfqZecchino

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su sultani

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itsultanino, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Castellani, SULTANINO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.